Enrico Bertipaglia, l'amministratore di Drake Kart, è cresciuto tra la piste e le officine, tra l'odore di benzina e quello delle gomme caldissime dei kart. La passione per le corse gli arriva dritta da papà Gianni, motociclista che ha bazzicato nei circuiti amatoriali e che certo non si stupisce nel vedere l'attrazione fatale di Enrico per i motori manifestarsi già a 9 anni: a quell'età, infatti, sboccia il primo amore per un kart da terra e si sa, il primo amore è quello che dura per sempre.
Ma il piccoletto non si limita a correre, no, vuole anche sporcarsi le mani, vuole capire il funzionamento e il perché di ogni singolo pezzo, ed è così che finisce per saper allestire alla perfezione un kart ancora prima di scendere in pista, a quattordici anni, per delle gare vere e proprie. Le prime bandiere a scacchi e le prime soddisfazioni sono nel Triveneto: nei week end si corre a tutto gas mentre durante la settimana, a scuola, nelle ore di matematica e di inglese, si pensa al carburatore del kart o a quella ostica curva di quel particolare circuito. Ma è il pomeriggio, dopo il fatidico suono della campanella, che arriva il momento più bello, quando chiusi i libri Enrico fa il ragazzo di bottega per il mitico Otello Chiesa e per il figlio Dino.
Ed è lì, in casa Chiesa Corse, dove sono passati alcuni dei più grandi campioni della Formula 1 degli ultimi anni, da Nico Rosberg a Lewis Hamilton, che il ragazzo dimostra di non avere solamente la stoffa del pilota, ma anche quella dell'allestitore. E mentre Enrico comincia a gareggiare ben oltre i confini del Nord Italia, affacciandosi sul panorama del kart internazionale, il passaparola del suo occhio clinico non tarda a diffondersi tra gli appassionati e a procurargli i primi affezionati clienti.